di Comitato Idonei Centri per l’Impiego Regione Calabria

In Italia vincere un concorso pubblico non significa essere assunti. Si diventa “idonei”. Si entra in una graduatoria che dovrebbe essere un patrimonio per la Pubblica Amministrazione: persone già selezionate, già esaminate, pronte a lavorare. Eppure, troppo spesso, quella graduatoria viene lasciata scadere mentre si indice un nuovo concorso, identico, con nuovi costi e nuovi anni di attesa. È quello che sta succedendo in Calabria, nella sanità, e la vicenda merita di essere raccontata perché non è solo calabrese.

Cosa è successo, in parole semplici

Per potenziare la sanità calabrese è stata creata “Azienda Zero”, l’ente che gestisce personale e organizzazione per tutte le ASP e gli ospedali della Regione. Azienda Zero aveva bisogno di assistenti amministrativi, le figure che fanno funzionare uffici, protocolli, CUP, amministrazione. Invece di fare subito un nuovo concorso, a novembre 2025 fa una cosa virtuosa, che tutte le linee guida ministeriali raccomandano: usa una graduatoria che già esiste. La Regione Calabria aveva appena concluso un maxiconcorso per 177 Istruttori per i Centri per l’Impiego. Un concorso duro, con migliaia di candidati. Molti idonei erano rimasti fuori dai 177 posti pur avendo superato tutte le prove.