Potrebbe trattarsi del solito botta e risposta tra il Pd e la Regione, se non fosse che in questo caso c’è di mezzo un tema molto serio, diciamo pure vitale per la tenuta della Sanità pubblica: le assunzioni. Azienda Zero bandisce concorsi su concorsi ma le nuove leve per ora non si vedono: questa, in sintesi, l’accusa del Pd, nella persona del consigliere regionale Daniele Valle, che a sua volta dà voce ai malumori nei reparti. Le procedure concorsuali devono essere espletate, devono essere formate le graduatorie e successivamente si procede alle assunzioni sulla base dei fabbisogni delle aziende, replica l’assessore alla Sanità Federico Riboldi. In ogni caso, «non esiste un blocco generalizzato delle assunzioni». Nuove leve, vecchi problemi Il solito dialogo tra sordi? Il nocciolo della questione è nel termine «generalizzato». Mentre proseguono le procedure concorsuali e il reclutamento dei profili necessari ad assicurare la continuità dei servizi, la Regione rivendica il diritto-dovere di una ricognizione «per conoscere con precisione il personale presente nelle singole aziende, la sua distribuzione e gli effettivi fabbisogni assistenziali, per programmare le assunzioni dove sono realmente necessarie». E non sapendo quanto durerà, la ricognizione, che in assessorato definiscono «avviata», quindi lungi dall’essere conclusa, il Pd teme che l’inserimento del nuovo personale venga tirato per le lunghe. Il caso degli infermieri e dei tecnici di radiologia «Dopo la graduatoria infermieristica non utilizzata, con 200 infermieri in attesa, emerge un altro caso - segnala Valle -. Azienda Zero ha bandito concorsi regionali per almeno 145 professionisti sanitari: 59 tecnici sanitari di radiologia medica, 55 tecnici sanitari di laboratorio biomedico, 11 tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, 10 tecnici di neurofisiopatologia e 10 dietisti. Eppure questi concorsi non stanno ancora producendo l'ingresso del personale atteso dalle Asl. Presenterò un'interrogazione per sapere a che a che punto siamo con la famosa ricognizione». “I concorsi proseguono” «I concorsi proseguono - rassicura Riboldi -. Mentre veniva effettuata la ricognizione sul personale, Azienda Zero ha continuato a bandirli e a programmare nuove assunzioni. Si tratta di governarle, le assunzioni. Dal 2019 il personale del servizio sanitario regionale è aumentato di circa 4.200 unità, passando da 55 mila a oltre 59 mila dipendenti. La ricognizione serve proprio a fare in modo che questo investimento continui, ma che ogni nuova assunzione risponda a un fabbisogno reale e sia collocata dove è maggiormente necessaria per garantire i servizi ai cittadini. Per questo è sbagliato contrapporre programmazione e assunzioni: dobbiamo continuare ad assumere e, contemporaneamente, sapere dove e quali professionisti servono. Questa è governance del sistema sanitario, non certo un blocco». Quanti professionisti servono alla Sanità «Curioso che ad oggi la Regione non sappia precisamente quanti professionisti servono, e in quali settori», obietta Valle. In ogni caso, resta la necessità di fare in fretta. Ieri il sindacato degli infermieri Nursind Piemonte ha segnalato come nella Cardiologia dell’ospedale di Ivrea, a corto di amministrativi, si impiegano impropriamente gli infermieri. «Il personale amministrativo dell’ospedale di Ivrea in questi ultimi anni non è diminuito»: se a fine 2024 le unità presenti erano 28, ora sono 32 - replica l’Asl Torino 4 -. Specifiche situazioni di assenze prolungate vengono valutate e, se ritenuto necessario, temporaneamente sostituite. Nel caso specifico della Cardiologia di Ivrea, la comunicazione dell’indisponibilità della figura amministrativa per un periodo di tempo è appena pervenuta e si sta valutando la soluzione da adottare in tempi brevi per la temporanea sostituzione con un altro operatore amministrativo». Uno dei molti casi concreti di vuoti da colmare.
La Sanità mette in lista d’attesa anche i neo assunti: l’ultima polemica è sui concorsi
Il Pd: «Inutili le selezioni se poi i professionisti non entrano in organico». La Regione: «Stiamo verificando dove e quali servono»






