Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 tornerà l’ora solare: alle 3 le lancette andranno indietro di un’ora. In teoria si “guadagna” un’ora di sonno. Ma l’organismo non modifica il proprio orologio biologico con la stessa rapidità con cui si spostano le lancette. A richiamare l’attenzione soprattutto sugli adolescenti è anche un articolo pubblicato da Orizzonte Scuola, che sottolinea come sonno, luce e orari scolastici interagiscano con i ritmi circadiani e, di conseguenza, con vigilanza e attenzione durante il giorno.
Perché gli adolescenti sono più sensibili ai cambiamenti di orario
Durante l’adolescenza il ritmo sonno-veglia tende fisiologicamente a spostarsi in avanti: molti ragazzi si addormentano più tardi e fanno più fatica a svegliarsi presto, soprattutto quando gli orari scolastici impongono risvegli mattutini anticipati.
Uno studio pubblicato nel 2025 su Current Biology, condotto su 112 adolescenti, ha mostrato che il loro orologio circadiano può sincronizzarsi in modo importante con gli orari sociali e scolastici. Nei giorni di scuola, quando il sonno è più corto e anticipato rispetto ai periodi di vacanza, i ragazzi possono arrivare a svegliarsi in una fase biologica ancora poco favorevole alla vigilanza. Gli autori indicano tra le strategie utili anticipare l’ora di coricarsi, mantenere maggiore stabilità tra giorni feriali e weekend e, quando possibile, posticipare l’orario del risveglio. Lo studio è consultabile su PubMed.











