| 9 Settembre 2026 17:02 |

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(Adnkronos) – I risultati completi degli studi di fase 3 Oberon e Titania hanno mostrato che tozorakimab, anticorpo monoclonale potenziale first in class che agisce inibendo l’interleuchina 33 (Il-33), è il primo farmaco biologico a dimostrare un’efficacia statisticamente significativa e di elevata rilevanza clinica nella riduzione delle riacutizzazioni da moderate a gravi in un’ampia popolazione di pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) che continuavano a riacutizzare nonostante l’assunzione della terapia standard. Tozorakimab ha mostrato benefici clinicamente significativi in tutti i livelli di eosinofili nel sangue. I risultati, comunicati da AstraZeneca, sono stati pubblicati sul ‘New England Journal of Medicine’ e presentati a Barcellona al Congresso della European Respiratory Society (Ers) 2026.

Tozorakimab 300mg, somministrato una volta ogni 4 settimane – informa l’azienda in una nota – ha dimostrato nella popolazione primaria composta da ex fumatori una riduzione delle riacutizzazioni moderate e gravi di Bpco rispettivamente del 29% (Oberon) e 34% (Titania), e nella popolazione complessiva di pazienti composta da attuali ed ex fumatori una riduzione del 30% (Oberon) e del 29% (Titania), rispetto al placebo in aggiunta alla terapia inalatoria standard. In un’analisi sui dati aggregati dei due trial, tozorakimab ha inoltre dimostrato una riduzione clinicamente significativa delle riacutizzazioni moderate e gravi in tutti i sottogruppi pre-specificati di pazienti, inclusi quelli definiti dal Bec (livelli di eosinofili nel sangue), nella popolazione complessiva. In aggiunta, i pazienti trattati con tozorakimab con un Bec al basale inferiore a 150 hanno raggiunto una riduzione delle riacutizzazioni moderate e gravi del 23%; i pazienti con Bec pari o superiore a 150 hanno raggiunto una riduzione del 34% e i pazienti con un Bec pari o superiore a 300 hanno raggiunto una riduzione del 43%.