Milano, 9 set. (askanews) – Stile, nuovi modelli di consumo e una diversa narrazione delle Unità geografiche aggiuntive (Uga) sono le direttrici indicate dal Consorzio di Tutela del Soave per affrontare una fase segnata dal calo globale dei consumi di vino e dal cambiamento delle abitudini, soprattutto tra le generazioni più giovani. I temi sono emersi dalla terza edizione di “Appuntamento Soave”, organizzata il 7 settembre alla Biblioteca Capitolare di Verona e dedicata al presente e alle prospettive della Denominazione. Ai banchi di assaggio hanno partecipato una quarantina di Cantine associate al Consorzio.
“Appuntamento Soave, alla sua terza edizione, cresce e si consolida non solo grazie alla fiducia dimostrata dalle aziende produttrici ma anche per la crescente attenzione da parte degli stakeholder di riferimento” ha dichiarato il presidente del Consorzio, Cristian Ridolfi, spiegando che la manifestazione vuole essere “un autentico laboratorio di idee” nel quale mettere in relazione economia, impresa, turismo e cultura.
La giornata si è aperta con il seminario “Il mercato del vino cambia: freschezza e longevità diventano un’opportunità per il Soave?”, curato dall’Associazione italiana sommelier (Ais) e condotto da Alberto Toffanello, Miglior Sommelier del Veneto 2025. Ai lavori hanno partecipato quaranta sommelier provenienti dal Veneto, con un approfondimento dedicato alla Denominazione e agli strumenti utili per raccontarla in modo più consapevole. La successiva masterclass “Il Soave, tra freschezza e longevità”, condotta dal critico enologico statunitense Robert Camuto, ha preso in esame le Uga attraverso un percorso da Ovest a Est, mettendo a confronto territori di matrice calcarea e vulcanica e vini di annate differenti. “Il Soave è un vino che sa esprimersi con grande eleganza quando viene degustato giovane e fresco, ma che rivela una straordinaria complessità dopo qualche anno di evoluzione in bottiglia” ha affermato Ridolfi, richiamando l’espressione “great now, great later”.






