Milano, 8 giu. (askanews) – Il Consorzio di tutela del Soave ha approvato la seconda fase del “Progetto Identità Soave”, con un nuovo pacchetto di misure che entrerà in vigore dalla vendemmia 2026 e che punta a rendere la Denominazione più aderente all’andamento dei mercati, rafforzando al tempo stesso valorizzazione delle produzioni e redditività dei vigneti.
La decisione è stata assunta dall’Assemblea del Consorzio, riunita recentemente alla Casa del Vino di Soave, che ha dato il via libera ad ampissima maggioranza a un insieme di regole destinate a governare le prossime tre vendemmie. Il nuovo passaggio arriva a due anni dall’avvio del “Progetto Identità Soave”, definito come un insieme di buone pratiche pensate per rendere la Doc del bianco veronese più tonica e competitiva sui mercati.
A sostenere questa nuova fase c’è anche l’andamento registrato a inizio 2026. Secondo i dati comunicati dal Consorzio, l’imbottigliato è cresciuto del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un risultato che viene letto come effetto delle scelte portate avanti negli ultimi 24 mesi.
Nel concreto, le nuove misure prevedono per ciascun produttore un taglio del 50% della superficie vitata potenzialmente rivendicabile a Doc, insieme con una riduzione delle rese produttive. L’obiettivo dichiarato è mantenere un allineamento costante tra domanda e offerta, così da immettere sul mercato quantitativi ritenuti coerenti con un equilibrio complessivo della Denominazione.







