Dopo mesi segnati da incertezze di mercato e tensioni sui consumi, il settore vitivinicolo italiano chiude il 2025 con una notizia considerata strategica. Il via libera al decreto interministeriale Mef–Masaf sulla produzione dei vini dealcolati colma infatti un vuoto normativo che l’Italia si portava dietro da anni, soprattutto a confronto con altri grandi Paesi produttori europei già attivi su questo fronte.
A sottolinearne l’importanza è Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini, che parla di “un segnale positivo di fine anno, dopo una stagione complessa per il comparto”. Il decreto, annunciato dal titolare del Masaf Francesco Lollobrigida nell’ambito del provvedimento fiscale, consente finalmente anche alle aziende italiane di produrre vini dealcolati sul territorio nazionale, superando una situazione che fino ad oggi le aveva costrette, di fatto, a delocalizzare la produzione all’estero.
“Sono sempre di più le imprese pronte a investire in questa categoria – spiega Castelletti – e la nuova norma permette di competere ad armi pari con gli altri produttori europei”. Da qui anche l’auspicio che, nella fase di prima applicazione, le amministrazioni accompagnino il settore soprattutto sul piano operativo, in particolare per quanto riguarda licenze, autorizzazioni e procedure tecniche.









