Il promettente settore dei vini dealcolati ovvero a basso tenore alcolico o del tutto alcohol free in Italia proprio non riesce a decollare. Per il via libera alla produzione in Italia manca infatti il decisivo decreto interministeriale (ministero dell’Agricoltura e ministero dell’Economia e Finanze) che detti la relativa disciplina fiscale e, in particolare, le misure per la tassazione dell’alcol estratto dal vino nei processi di dealcolazione.
«Il provvedimento – ha denunciato l’Unione italiana vini in una lettera ai ministri dell’Agricoltura, Lollobrigida e dell’Economia, Giorgetti – è in stallo da oltre due mesi alla Ragioneria dello Stato per la bollinatura finale. Numerose aziende vitivinicole italiane hanno intrapreso rilevanti investimenti sia sul piano infrastrutturale (mediante l’acquisto e l’installazione di impianti per la dealcolazione), sia in termini di formazione e posizionamento di prodotto sul mercato».
Una situazione preoccupante perché oltre a decretare lo stallo produttivo e vanificare gli investimenti delle imprese pone l’Italia in una situazione di deficit competitivo rispetto ad altri Paesi europei come Spagna, Francia e Germania (dove finora sono stati prodotti molti dei vini dealcolati italiani presenti sul mercato) dove invece le operazioni di dealcolazione sono già attive da mesi.







