TRENTO. Il conto del caldo arriva anche nei frutteti trentini. La stagione si avvia verso un raccolto di mele inferiore del 9-10% rispetto alle attese, con un altro effetto che si fa sentire direttamente sulla qualità commerciale: la riduzione delle pezzature. A pesare sono soprattutto le temperature elevate e la carenza di acqua, che hanno messo sotto pressione le colture nel corso dell'estate.
Non è però soltanto la frutticoltura a risentire di una stagione climatica difficile. In quota è in sofferenza anche la produzione di foraggio, con il secondo sfalcio di fieno particolarmente compromesso tra malghe e pascoli. Per le aziende zootecniche questo significa una minore disponibilità di alimento prodotto direttamente e, di conseguenza, il rischio di dover sostenere costi più elevati per reperire il foraggio necessario nei mesi successivi.
Il quadro trentino si inserisce in una situazione nazionale che Coldiretti definisce sempre più critica. Tra siccità, caldo estremo, grandinate e incendi, la prima stima dei danni all'agricoltura italiana supera i tre miliardi di euro. A essere colpiti sono numerosi comparti: mais, riso, seminativi, foraggi e produzioni zootecniche, con perdite che in alcune aree arrivano fino all'80%.








