TRENTO. È iniziata in questi giorni nei frutteti della Val d’Adige la raccolta della Gala, una delle prime varietà di mele della stagione. Ma l'avvio della campagna è segnato dalle conseguenze del caldo e della prolungata siccità, che secondo i produttori stanno già provocando perdite importanti.
A lanciare l'allarme è Cristian Endrizzi, presidente dei produttori singoli di Aflovit e vicepresidente di Confagricoltura del Trentino. «Le elevate temperature, ma soprattutto il prolungato periodo di siccità, stanno creando un danno enorme per la produzione delle mele», spiega. Gli impianti di irrigazione di soccorso presenti nei frutteti non sarebbero infatti sufficienti a compensare la lunga assenza di piogge.
Secondo Endrizzi, nell'ultimo mese è caduta meno della metà della pioggia che mediamente si registra nello stesso periodo, mentre le temperature si sono mantenute ben al di sopra della norma. Una combinazione che incide direttamente anche sulla fisiologia delle piante: in condizioni di carenza idrica gli stomi si chiudono per limitare la perdita d'acqua, riducendo però anche l'ingresso della CO₂ necessaria ai processi che permettono lo sviluppo dei frutti.
Le prime stime indicate dai produttori parlano di una possibile perdita quantitativa compresa tra il 20 e il 30%, soprattutto a causa del calibro ridotto delle mele. A questa potrebbe aggiungersi un altro 10-20% di scarto qualitativo. Tra i problemi segnalati ci sono le scottature provocate dal sole e la difficoltà dei frutti a raggiungere la colorazione richiesta dal mercato.











