L'avvocato della donna riferisce a Libero e il Giornale cosa sarebbe successo dopo la perquisizione nella casa del faccendiere
È l’alba del 5 luglio e i Carabinieri hanno appena finito di perquisire la casa di Valter Lavitola, faccendiere che finirà in carcere cinque giorni dopo e che il 12 agosto confesserà di essere il mandante dell’attentato all’amico giornalista Sigfrido Ranucci per “fargli rafforzare la scorta”.
In quelle ore, la confidente dell’allora conduttore di Report, Laura Cianfoni, e l’ex compagna dell’imprenditore, Natalia Potenza, si inviano alcuni messaggi per scambiarsi informazioni e documenti relativi agli arresti dei quattro esecutori materiali del piazzamento della bomba.
“Inventati tanti possibili alibi”
A svelare il retroscena sono Libero e il Giornale, secondo i quali Potenza sarebbe anche pronta a rivelare nuovi particolari. Intanto il giornalista Giacomo Amadori riferisce di una sua telefonata con l’avvocato dell’ex compagna di Lavitola, Giuseppe Cavallaro.









