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Umiltà e unità. Serve il Catanzaro di sempre, quello con lo spirito da provinciale e una tifoseria compatta a spingerlo, come se fosse una cosa sola con la squadra. L’invito alla coesione del direttore sportivo Ciro Polito è simile agli anni precedenti: pure con Caserta e Aquilani in panchina la partenza era stata lenta. Ora di più, considerando gli zero punti in tre gare che riportano alla dimensione più consona a un club che deve pensare prima a restare in B, poi a tutto il resto e, soprattutto, deve dimenticare la finale di Monza: «Oggi è l’anno zero, non possiamo vivere di ricordi», ha tagliato corto il ds.
Il campionato delle Aquile inizia sabato al “Ceravolo”: «Tre trasferte di fila con tanti giocatori nuovi non è facile. Tornare in casa dopo un mese e non avere ugualmente lo stadio vuol dire che ci sono stati degli errori, anche da parte di chi ha fatto promesse. Comunque scuse non ne cerco, noi dobbiamo lavorare senza chiacchiere», ha detto il ds nel suo classico punto sul mercato di fine estate.
«È stato l’anno più difficile in cui operare, in Serie B sono aumentate le spese, l’Avellino su James Rodriguez dice tanto: noi cose del genere non possiamo permettercele. Ho ricevuto tanti rifiuti e rotto i rapporti con diversi procuratori, ma sono soddisfatto di quello che ho fatto».










