C’è una giocosità fanciullesca che aleggia nelle parole, nei gesti, e nelle azioni della compagnia Teatro La Ribalta, composta da attori e attrici diversamente abili, in scena per reinterpretare un classico: “La tempesta” di William Shakespeare (coprodotto con Gli Scarti).Inizia con un’invenzione metateatrale questo nuovo spettacolo diretto da Antonio Viganò, che affida all’ottimo Francesco Pennacchia il ruolo del mago/demiurgo/burattinaio. Tocca a lui trasformare gli attori, allineati sotto la grande scritta al neon “Teatro”, in personaggi. Solo a quel punto la commedia può cominciare e spiccare il volo come lo spiritello Ariel, interpretato da Michael Untertrifaller, un Pinocchio-folletto che, una volta staccato da terra il suo pesante scarpone, sarà libero di sognare una vita diversa.Non c’è tragedia in questa storia, andata in scena in una bella e calda sera d’estate e Villa Massimo, sede dell’Accademia tedesca di Roma, durante il festival Sempre più fuori. Una storia che apre al perdono di una bellezza straordinaria, in cui attori abili e disabili dimostrano di sapersi muovere sul palcoscenico con grande sicurezza e scioltezza. D’altra parte non è la prima volta che la compagnia diretta da Viganò affronta Shakespeare (bellissimo anche il suo recente “Otello Circus”) e il risultato ogni volta è sorprendente.La magia e la poesia del teatro si sprigionano in ogni invenzione, dalla danza-rito d’innamoramento tra Miranda e Ferdinando alla tempesta simulata da una cannuccia che soffia in una bacinella piena d’acqua su cui galleggia una barchetta di carta. Il nucleo narrativo – ovviamente semplificato – resta: Prospero, spodestato dal fratello Antonio, vive nella sua isola misteriosa con la figlia Miranda, governando Ariel a Calibano, antico padrone dell’isola, luogo di rinascita in bilico tra realtà e finzione.Bravissimi tutti: oltre ai già citati, Jason De Majo, Rodrigo Scaggiante, Sara Menestrina, Stefania Muratori Mazzilli, Johannes Notdurfter, Rocco Ventura.