Caricamento player
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta lavorando per unificare i piccoli partiti di estrema destra che sostengono il suo governo, e che in questo momento sono litigiosi e divisi. Il rischio per Netanyahu è che la frammentazione politica danneggi la sua coalizione di estrema destra in vista delle elezioni legislative del 27 ottobre, e che il voto degli elettori di destra si disperda tra piccoli partiti che rischiano di non superare la soglia di sbarramento del 3,25 per cento.
Attualmente la coalizione di Netanyahu è data perdente contro quella dell’opposizione, e di conseguenza lui sta facendo promesse e minacce per fare in modo che i partiti estremisti si uniscano in poche liste. Ha poco tempo per farlo: la scadenza per la presentazione delle liste è martedì 8 settembre.
La preoccupazione maggiore di Netanyahu riguarda i suoi due principali alleati nella legislatura che sta per finire: Itamar Ben Gvir, il ministro della Sicurezza nazionale, e Bezalel Smotrich, il ministro delle Finanze, entrambi diventati molto noti in questi anni per le loro posizioni estremiste e violente.
Ben Gvir è il leader di Otzma Yehudit (Potere ebraico), mentre Smotrich è leader di Sionismo religioso. Pur condividendo il grosso delle posizioni, i due non sono mai andati molto d’accordo e in questi anni hanno spesso lottato per sottrarsi consensi a vicenda. Attualmente, secondo i sondaggi, Otzma Yehudit è abbastanza confortevolmente sopra la soglia di sbarramento, mentre Sionismo religioso rischia di finire sotto.







