A più di otto mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvelenate con la ricina a Pietracatella, l’inchiesta per duplice omicidio resta a carico di ignoti. Mentre si attende la relazione degli esperti tedeschi, vanno avanti le indagini che sembrano puntare decise sulla pista passionale. Nei prossimi giorni verranno nuovamente ascoltati Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime, e il marito di una insegnante amica dell’uomo. Si va verso una proroga delle indagini, dato che i sei mesi per le indagini preliminari scadranno a breve.
Morte avvelenate con la ricina, a che punto siamo
Giallo di Pietracatella, la pista passionale
Verso la proroga delle indagini
Morte avvelenate con la ricina, a che punto siamoLa soluzione del giallo di Pietracatella non sembra essere dietro l’angolo. Non ci sono ancora indagati nell’inchiesta per il duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, morte avvelenate con la ricina nei giorni di Natale.Le indagini condotte in questi mesi dalla Squadra mobile di Campobasso e dalla procura di Larino hanno ristretto il campo, ma restano ancora senza risposta le domande cruciali sul caso.ANSACome la ricina è stata fatta entrare nella casa dei Di Vita e come è stata somministrata, da chi e perché?Risposte a queste domande, o almeno ad alcune, dovrebbero arrivare dalle analisi degli esperti tedeschi del Robert Koch Institut, ma da Berlino non è ancora arrivata l’attesa relazione.






