«Sul Risiko bancario, Francesco Milleri non può decidere da solo. Altrimenti si chiamerebbe Millfin, anziché Delfin». Leonardo Maria Del Vecchio fa il suo esordio a Cernobbio al Forum Ambrosetti con una dura stoccata all’amministratore delegato di Essilux e di Delfin, la cassaforte di famiglia: «Con la confusione strategica il titolo ha perso il 50%, non deve più succedere».

Una frase che indica con chiarezza la ferma volontà di accelerare su un cambio di governance. Cresce insomma la diffidenza dei confronti del cda di Delfin: «La custodia e l’esecuzione testamentaria sono mancate, e mancano tuttora. Penso di essere stato l'unico, e il più attivo, nel cercare di chiudere la successione: più che scalare Delfin, il mio obiettivo era chiudere la successione di nostro padre. Ero disposto anche a indebitarmi per 10 miliardi. Il resto è storia. Ora vorrei che i board members facessero i board members, ma full time, non part time».

L'intervento al Forum di Cernobbio

Del Vecchio, poi, torna sul riassetto bancario: «Creare un grande gruppo italiano ed europeo era un desiderio di mio padre. Ma le cose vanno fatte bene, ascoltando i soci. Sull’offerta di Intesa per Mps non siamo ancora stati interpellati. Milleri non può decidere da solo».