“Penso, dunque sono”, scriveva Cartesio, mettendo il pensiero a fondamento della nostra certezza di esistere. A quasi quattro secoli di distanza ci interroghiamo su che cosa significhi davvero pensare e se siamo gli unici a poter rivendicare il privilegio. La domanda non è soltanto filosofica. Mentre neuroscienze e scienze cognitive cercano di capire che cosa accade nel cervello quando nasce un'idea, le Intelligenze Artificiali sono entrate prepotentemente nei processi con cui conosciamo, decidiamo, creiamo e immaginiamo il futuro. A questo confine sempre più mobile tra cervelli, ambiente, relazioni e tecnologie è dedicata la XV edizione di Trieste Next, il Festival della ricerca scientifica, in programma dal 25 al 27 settembre con il titolo “La Forma del Pensiero. Interazioni tra cervelli e intelligenze”. Tre giorni per ribadire la rilevanza della ricerca e ragionare del suo impatto sui temi più scottanti da affrontare, come il cambiamento climatico, i rischi naturali e la salute degli ecosistemi, il futuro energetico e dell’IA nell’attuale contesto geopolitico. “Un percorso che attraversa neuroscienze e informatica, medicina e fisica, pedagogia e filosofia, fino alla diplomazia scientifica, perché nessuna disciplina può rispondere da sola”, dice il direttore del Festival Antonio Maconi. “Quello di Trieste Next, anche quest'anno frutto di uno sforzo corale che vede riuniti gli enti di Trieste Città della Conoscenza, istituzioni e centri di ricerca di rilievo nazionale e internazionale, imprese e protagonisti dell'innovazione, è un invito rivolto a tutti: scienziati, ricercatori, imprenditori, manager, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni e cittadini. La scienza e la cultura sono il punto di partenza e la base certa su cui costruire risposte concrete alle sfide del presente e del futuro”. Due eventi speciali. Saranno due gli eventi speciali con cui si celebreranno i 15 anni del Festival: nella serata di venerdì Lambros Malafouris di Oxford, uno dei più importanti studiosi di archeologia della mente e antropologia dell'interfaccia cervello-arte-fatti, terrà una lectio dal titolo “Strange People. How things make us who we are”. Appuntamento alle 21 al Teatro Verdi. Sempre al Verdi, sabato sera, andrà in scena “Dna. Lo spettacolo che fa suonare la scienza” di Telmo Pievani con il collettivo musicale Deproducers. L’evento, definito imperdibile da chi l’ha già visto, è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Airc, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, e unisce divulgazione scientifica e musica dal vivo per raccontare i tre miliardi e mezzo di anni dell’evoluzione della vita. Dal progetto è nato anche il saggio di Pievani “Dna. Un codice per scrivere la vita e decifrare il cancro”. Oltre 100 appuntamenti. Oltre 100 eventi e 300 relatori, in presenza e in diretta streaming sui canali digitali del Festival, per un programma in cui “le competenze diverse e le singole tematiche saranno affrontate in un’ottica multidisciplinare, comprendente il mondo della ricerca, quello istituzionale, dell’industria e dell’educazione”, ha spiegato Donata Vianelli, rettrice dell’Università di Trieste e presidente del comitato scientifico del Festival, ricordando in particolare il coinvolgimento dei giovani studenti dell’ateneo. “Alcuni di loro - segnala Maconi – si sono avvicinati alla scienza proprio partecipando al programma di Trieste Next per le scuole delle prime edizioni del Festival”. Si tratta di un percorso dedicato ai giovanissimi per avvicinarli alle discipline STEM attraverso il dialogo con scienziati e scienziate. Il Premio Trieste NextCi sarà anche il Premio Trieste Next - Science Book of the Year: protagoniste le opere di Antonella Fioravanti, Vincenzo Levizzani, Beatrice Mautino, Daniela Minerva e Marta Paterlini, che presenteranno i saggi nella giornata di sabato, alternandosi sul palco del Teatro Miela, prima della votazione da parte della giuria popolare: 300 lettori arrivati appositamente in città a proprie spese. Il vincitore sarà annunciato domenica 27 settembre a partire dalle 10.30, sempre al Teatro Miela. Non saranno gli unici libri a essere discussi al Festival, che prevede talk, laboratori, spettacoli e concerti. E a partire dal pomeriggio di venerdì 25 settembre, in Piazza Unità e dintorni, ci saranno anche gli eventi legati alla Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori. “Al centro della manifestazione ci sarà la scienza - ribadiscono gli organizzatori – come strumento di conoscenza necessario per comprendere e interpretare la complessità del mondo e come impresa collettiva che supera i confini geografici e laboratorio di pace”. Il Festival è promosso da Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Gruppo NEM Nord-Est Multimedia/Il NordEst/Il Piccolo, Area Science Park, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati. Si avvale della collaborazione con l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano. Copromotore è la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Curato da Eventi NEM, il Festival è un progetto di Trieste Città della Conoscenza e si avvale della collaborazione con l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano.
Torna Trieste Next: al centro le nuove sfide del pensiero, naturale e artificiale
Dal 25 al 27 settembre l’edizione numero 15 del Festival: talk, laboratori, spettacoli e concerti. E il vincitore del “Science Book of the Year”






