La ventitreesima edizione del primo festival europeo dedicato alla nascita delle idee sceglie come filo conduttore un elemento primordiale, il fuoco, declinato in tutte le sue sfaccettature storiche, scientifiche, filosofiche e umane. Dal 4 settembre a Sarzana, scienziati, filosofi, scrittori e artisti si confronteranno sul ruolo che questa forza esercita sulla natura, sulla memoria e sulla tecnologia. L’evento vanta di un ricco programma di lectio magistralis, incontri e spettacoli volti a nutrire la curiosità e la consapevolezza critica del presente.
Guidata dalla direttrice Benedetta Marietti, la nuova edizione del Festival della Mente prende le mosse da una celebre lirica della poetessa statunitense Emily Dickinson che in uno dei suoi scritti esplora il “fuoco” come metafora d’ingegno e passione, ma anche come simbolo dei grandi stravolgimenti del nostro tempo. «Non puoi spegnere un fuoco / un oggetto che brucia / può andare da sé senza ventaglio / nella notte più mite». Dalle guerre che devastano i territori agli incendi legati al cambiamento climatico, l’elemento del fuoco simboleggia la complessità dell’era contemporanea. Allo stesso tempo, rappresenta la dimensione dell’evoluzione umana, del focolare domestico, della socialità e del pensiero narrativo. «Il fuoco è l’esplosione delle troppe guerre ancora in corso, e gli incendi provocati dal cambiamento climatico, ma è anche il focolare domestico, il calore che cuoce gli alimenti, la fiamma che ha segnato l’evoluzione umana trasformandosi in fonte di calore, di luce e di energia, e favorendo le prime forme di socialità e di racconto corale», scrive Marietti.







