È iniziato, con la presentazione della 23ma edizione, che si terrà a Sarzana dal 4 al 6 settembre, il conto alla rovescia per il festival della Mente targato 2026. Il fuoco sarà il tema e l’elemento attorno a cui ruoteranno i 34 eventi della manifestazione, a cui si aggiungeranno gli 11 ideati per i più piccoli, con oltre 50 protagonisti e il consueto ‘esercito’ dei 250 volontari. Promossa da Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana e diretta da Benedetta Marietti, la kermesse richiamerà nel cuore della Val di Magra economisti, scrittori, giornalisti, scienziati, chiamati a confrontarsi e a declinare il tema di quest’anno, visto come “scintilla delle emozioni, della passione, della genialità artistica, della vitalità, ma anche del dolore che brucia in silenzio” ha spiegato Marietti, riferendosi a questo elemento sacro, portatore tanto di vita quanto di morte. Ad aprire la carrellata di ospiti, molti dei quali veri e propri habitué, sarà come da tradizione una lectio magistralis, affidata quest’anno a Paolo Benanti e alle potenzialità dell’intelligenza artificiale, che ricorda il “nuovo fuoco primordiale”.

Ed ecco gli altri appuntamenti: lo scrittore, storico e filosofo Paolo Pecere approfondirà l’ambivalente potenza del fuoco: necessario alla vita, ma anche forza distruttrice. Matteo Nucci, finalista al Premio Strega 2026 elaborerà per il festival, a cui partecipa ininterrottamente dal 2015, una sua trilogia di lectio a tema: Prometeo, Estia ed Efesto. Sara Barsotti, fisica a capo del dipartimento Attività vulcanica e pericoli vulcanici presso l’Ufficio Meteorologico Islandese - Osservatorio Vulcanologico, e Leonardo Piccione, scrittore che vive gran parte dell’anno in Islanda, condivideranno le loro esperienze durante l’incontro "Eldritið – Il racconto del fuoco, fra catastrofe e adattamento". Il fuoco è la forma archetipica dell’energia, la forza invisibile che mette in moto il mondo, tanto quello naturale quanto quello abitato dall’uomo: ne parlerà Roberto Battiston, professore ordinario di Fisica sperimentale all’Università degli Studi di Trento. Paola Bonfante, professoressa emerita di Biologia vegetale dell'Università degli Studi di Torino, nel suo intervento dal titolo "Piante: fuoco, terra, umani" suggerirà un viaggio tra scienza, arte, mito ed emozioni per scoprire il legame profondo – e spesso frainteso – tra gli esseri umani e il mondo vegetale. Attraverso il fuoco si può raccontare la storia dell’umanità: come, lo illustrerà Enza Elena Spinapolice – archeologa del Paleolitico, che lavora nell’ambito della Biologia evoluzionista e insegna presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza.