Oltre sei decenni d'intrecci tra memoria e futuro della comunità, in un nuovo spazio ricco di dialogo e contaminazioni: è cominciata a Mogoro la sessantacinquesima edizione della Fiera dell'Artigianato Artistico della Sardegna, che fino al 13 settembre animerà il centro marmillese e resterà visitabile ogni giorno dalle 10 alle 21. Teatro dell'allestimento è la Fiera del Tappeto di piazza Martiri della Libertà, con l'inaugurazione che ha visto il tradizionale taglio del nastro affidato all'ex sindaco – e importante animatore dell'iniziativa – Sandro Broccia, lo scorso venerdì.
Con un impressionante numero di ben centotredici artigiani ospiti della Fiera, provenienti da tutta l'Isola ed esponenti di tredici diversi ambiti dell'artigianato artistico sardo, il percorso espositivo della manifestazione ruota intorno al tema degli "Intrecci": ceramica e tessitura, oreficeria e pelletteria, coltelleria e produzione agroalimentare, e ancora le arti di legno, vetro, metalli, ricamo, intreccio, pietra e tessuti come parte di un dialogo collettivo in uno spazio solo, superando le barriere interdisciplinari e costruendo relazioni nuove tra opere, linguaggi e materiali presenti.
Non una semplice vetrina, ma una rassegna nata per promuovere l'arte manifatturiera e sostenere il prezioso lavoro degli artigiani sul territorio, e diventata negli anni punto d'incontro fra la società contemporanea e l'espressione culturale e materiale isolana, valorizzando un patrimonio comunitario vivo più che mai. E "Intrecci" è certamente un riferimento all'arte tessile storicamente presente a Mogoro, ma soprattutto la metafora delle relazioni e condivisioni che da sempre rendono possibile l'esistenza della Fiera, in un'identità collettiva che cresce e muta anno dopo anno.







