Riportare la scienza al suo fondamento etico, ponendola al centro delle grandi sfide globali, quali i cambiamenti climatici, le pandemie e le disuguaglianze sociali. Questa la sfida che anima Lector in scienza, il festival di divulgazione scientifica promosso e organizzato dalla fondazione Giuseppe Di Vagno – in collaborazione con UniBa e Rai Radio 3 – alla quinta edizione. Tre giorni per parlare di intelligenza artificiale e trasformazioni sociali e, come detto, del rapporto fra etica e scienza.
Dal 7 al 9 maggio, il monastero di San Benedetto di Conversano (Bari) ospiterà incontri e dibattiti attorno al tema del Futuro conteso: “Il futuro è in bilico – spiega Daniela Mazzucca, presidente della fondazione Di Vagno – conteso tra il potenziale della scienza come strumento di emancipazione collettiva e il rischio che l'innovazione tecnologica diventi leva di controllo nelle mani di pochi”. A innervare il dibattito saranno alcune domande, fra cui: quali sono i limiti dell'intelligenza artificiale? Come si regola l'uso dei dati? Come si garantisce che la scienza serva davvero tutti?
Il filo conduttore fra i vari incontri sarà il tema dell'intelligenza artificiale e le sue ricadute sul lavoro e sulla convivenza umana. Si parlerà di sostituzione algoritmica dei lavoratori – con il richiamo al Bartleby di Melville e al Quarto Stato di Pellizza da Volpedo come specchio delle trasformazioni del presente – ma anche di crittografia quantistica, di diritto internazionale e pace, di disuguaglianze sociali amplificate dalle nuove tecnologie. Esperti, docenti universitari e giornalisti si confronteranno su temi che toccano direttamente i tempi che viviamo.







