La nuova generazione dell'elettrica rumena cambia piattaforma, meccanica, look e contenuti. Il salto in avanti è enorme. Ma il listino rimane invariato

La Dacia Spring è tornata. Anzi, meglio: una Dacia Spring nuova di zecca è appena nata. Perché, nome a parte, la seconda generazione della piccola elettrica rumena cambia praticamente tutto. Abbandona l’architettura di origine cinese della precedente per accogliere la base tecnica della Renault Twingo E-Tech Electric.

Per questo, oltre a un deciso cambio di tecnologia, contenuti e look, avvia la produzione in Europa. Con questa vettura arriva in strada un progetto molto più moderno che ha un grande merito: non rinuncia alla missione originaria di attestarsi come l'elettrica più accessibili del mercato.

Sembra una piccola crossover Il taglio con il passato è evidente sin dal primo sguardo. La nuova Spring mantiene dimensioni da citycar e quattro posti, ma assume proporzioni più solide e un’impostazione da piccola crossover: frontale alto e verticale, superfici nette, paraurti dalle forme ben definite e una firma luminosa orizzontale che richiama il linguaggio introdotto dalla Duster e dalla Bigster. Dietro, la fascia nera che attraversa il portellone e ingloba la scritta Dacia rafforza l’impressione di una vettura più larga e piantata a terra.