PARIGI – Primavera, in inglese la parola “spring” indica la stagione in cui, dopo l’inverno, la natura riprende il proprio corso trasformando spazi e paesaggi. Non è allora un caso che Dacia abbia scelto proprio questo nome per battezzare nel 2021 la sua elettrica del cambiamento: una delle prime “piccole” a batteria ad aver dato la scossa alla categoria, proponendosi come alternativa alle tradizionali compatte termiche da città. La best seller del marchio rumeno appartenente a Renault ha subito conquistato il pubblico, superando le 210 mila unità vendute in più di quaranta Paesi. Adesso, però, punta ad andare oltre. Lo fa debuttando nella seconda generazione chiamata a fare da apripista al nuovo piano di espansione della Casa che prevede il lancio di quattro veicoli a zero emissioni entro il 2030.
La nuova Spring, assicurano a Pitești, resta fedele all’impostazione tradizionale, pur essendo stata riprogettata da cima a fondo. Nasce sulla piattaforma RGEV small del Gruppo Renault e cambia anzitutto nelle proporzioni: cresce di 15 centimetri in lunghezza e di 18 in larghezza, fermandosi rispettivamente a 3,85 e 1,74 metri. Dimensioni ancora pienamente cittadine, accompagnate da un raggio di sterzata di soli 4,95 metri per un abitacolo più spazioso e una maggiore versatilità nel traffico urbano: il suo terreno ideale. Cambia anche il sito di produzione: verrà infatti realizzata in Europa, nello stabilimento sloveno di Novo Mesto, e non più in Cina nel sito Dongfeng di Shiyan.












