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Nita Shala*

L'ambasciatrice del Kosovo in Italia: «I tribunali internazionali giudicano i crimini più atroci. Ma la sentenza, da sola, non è in grado di impedire che il passato torni a diventare linguaggio politico del presente»

Il 7 settembre, a Belgrado, migliaia di persone hanno accompagnato Ratko Mladic al funerale. La cerimonia è stata segnata da simboli e onori militari e dalla presenza di rappresentanti delle istituzioni, assumendo una dimensione pubblica che è andata ben oltre quella privata del lutto. (Estratto da un testo dell'agenzia Associated Press)

Ogni famiglia ha diritto a seppellire e piangere i propri morti. Ma c'è una differenza profonda tra il lutto privato e la memoria pubblica, tra una preghiera davanti a una tomba e gli onori che uno Stato decide di collocare attorno a quella tomba.