Pubblicato il: 09/09/2026 – 10:33

di Giorgio Curcio

MILANO Il processo Hydra è ripartito il 3 settembre e, insieme alle udienze davanti al Tribunale di Milano, continua a svilupparsi uno dei filoni più delicati dell’inchiesta: quello delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Racconti che, negli ultimi mesi, stanno aggiungendo nuovi tasselli alla ricostruzione del sistema mafioso lombardo della Distrettuale antimafia di Milano al centro del procedimento, tra rapporti interni alla ’ndrangheta, collegamenti con esponenti di altre organizzazioni criminali e una fitta rete di relazioni costruita sul territorio. Tra le voci che stanno contribuendo ad arricchire questo quadro c’è quella di Francesco Bellusci alias “Occhi celesti” (cl. ’87) di Cuggiono e accusato di far parte della “componente calabrese” e quindi del locale di Legnano-Lonate Pozzolo.

Il ruolo del consigliere

Il collaboratore è tornato a parlare il 2 settembre davanti ai sostituti procuratori della Dda di Milano Rosario Ferracane e Alessandra Cerreti, alla vigilia della ripresa del processo, affrontando ancora una volta i rapporti con uomini che, nel suo racconto, vengono collocati nell’orbita della Locale di Legnano. Ed è proprio all’interno di questa nuova deposizione che emerge un passaggio particolarmente delicato: la figura di un consigliere comunale di Buscate, centro del Milanese che, secondo Bellusci, avrebbe fatto da «ponte» tra Giacomo Cristello e Santino Rispoli. Un elemento che introduce nel racconto del collaboratore anche una presenza proveniente dal mondo politico-amministrativo. Senza, però, che Bellusci descriva scambi elettorali, appalti, favori o interventi legati all’attività del Comune. Il ruolo attribuito all’amministratore è un altro: quello di intermediario tra i due uomini, utilizzato, sostiene Bellusci, per evitare contatti diretti e possibili collegamenti investigativi.