Il «muro di fuoco» era una crêpe bruciata ma quando se ne sono accorti era tardi. Il Brandmauer inventato da Friedrich Merz come barriera tagliafuoco per annichilire Afd in Sassonia, in realtà ha finito per carbonizzare la Cdu e gli altri partiti tradizionali. Pessima idea, mai piaciuta a quella volpe in pensione di Angela Merkel, che ieri ha deciso di rompere il silenzio per aggiungersi al pianto greco delle élite. «Da membro del partito ho il cuore a pezzi». Poi parte il siluro a Friedrich Merz: «La faccenda del muro come cordone sanitario contro l’estrema destra non l’ho inventata io e non mi è mai piaciuta. Non è mai questo che convince la gente». L’80% alle urne è la controprova.

Alla fiera Digital X di Colonia l’ex kanzlerin non si sottrae all’analisi. «Mi si spezza il cuore a vedere la Cdu regionale al 17,2% e la destra al 43,8%. Quando ho visto i primi sondaggi ero scioccata. L’ottimo risultato di Afd rappresenta un momento cruciale nella storia della repubblica federale. Se devo dire cosa voglio per questo paese, voglio che vengano fissati obiettivi concreti. In particolare due: chiarezza sulla riforma delle pensioni e altrettanta chiarezza sul fatto che la cooperazione con Alternative für Deutschland è impossibile». Nessuna visione retrospettiva, nessun accenno a un dato di fatto: il partito di Alice Weidel è uscito dall’uovo proprio in risposta alla politica suicida di Merkel sui migranti, imposta prima al Bundestag e poi ai vassalli di Bruxelles.