Un ariete si è abbattuto sulla “Brandamuer”, il “muro antincendio” che i partiti del centro democratico hanno alzato in Germania contro l’estrema destra AfD per isolarla e contenerne l’ascesa. È il 44,3 per cento dei voti che i sovranisti hanno conquistato alle elezioni legislative in Sassonia-Anhalt. Pur mancando la maggioranza assoluta al parlamento di Magdeburgo di appena tre seggi, AfD ha stravinto e ora si appresta a formare il governo nel Land dell’Est. Per la prima volta dalla caduta del nazismo, l’estrema destra potrebbe tornare al potere in Germania, segnando una svolta epocale. Giocava in casa AfD, che nell’Est ha il tradizionale bacino di consenso. Quella in Sassonia-Anhalt era una vittoria annunciata per i sovranisti, ma gli effetti potrebbero andare ben oltre le previsioni. Da questo Land, l’onda di AfD potrebbe sommergere il resto della Germania. Galvanizzato dal successo, il partito sente in pugno il governo federale, rassicurato dai sondaggi in cui è saldamente in testa a circa il 30 per cento su scala nazionale. Una cifra che segna il fallimento della Brandmauer. In un’eterogenesi dei fini, il tentativo di ridurre AfD a un paria ha provocato l’effetto opposto. La bordata contro la Brandmauer è dirompente, tanto che l’argine per la democrazia è messo in discussione dalle stesse forze da cui è sorretto. Boris Rhein della Cdu, primo ministro dell’Assia, chiede: «Che atteggiamento è lasciare le persone dietro un muro antincendio? Ci sono le fiamme e non portiamo via chi è dall’altra parte? Non è da cristiano-democratici». Per Markus Bauer della Spd della Sassonia-Anhalt, l’estrema destra ha vinto «democraticamente» nel Land, «non può essere ignorata o esclusa» e tutti i partiti devono «esplorare la possibilità» di coalizzarsi coi sovranisti. La stessa ex cancelliera cristiano-democratica Angela Merkel, che pure dell’isolamento di AfD è stata artefice, critica la Brandmauer almeno come scelta lessicale: «Non l’ho inventata io e non mi piace». Merkel confessa il suo sgomento per l’esito del voto in Sassonia-Anhalt: «Come iscritta alla Cdu, mi sanguina il cuore, è stato uno shock, una cesura nella storia della Germania». La responsabilità è del cancelliere Friedrich Merz, avversario di Merkel nella Cdu, che con la “Brandmauer” ha tentato di distanziare da AfD i popolari a cui ha impresso una sterzata a destra. Mentre per Merkel si deve ancora escludere ogni collaborazione coi sovranisti, AfD avanza giocando su vittimismo, esclusione sua e dei suoi sostenitori, accreditandosi come nuovo e unico partito veramente di massa, movimento di popolo che gli avversari emarginano. Ha gioco facile AfD a presentarsi come sola forza democratica: è un trucco populista e demagogico, ma funziona. È così che i sovranisti strappano consensi agli altri partiti, “quelli lassù” indifferenti ai bisogni del popolo. AfD convince mettendo al centro i cittadini e i loro problemi, avanza come unico partito del cambiamento. In questo modo, l’estrema destra erode consensi agli avversari e mina le fondamenta della Brandmauer. Chi osserva con soddisfazione la barriera vacillare è il partito di estrema sinistra nazionalpopulista Bsw, che da tempo denuncia come antidemocratico l’isolamento di AfD. Le due forze antisistema condividono demagogia, posizioni filorusse, xenofobia e flirtano da tempo. Opposti estremismi che si sfiorano, fino a stringere in una morsa la Germania.
Vittoria AfD. Merkel: “Mi sanguina il cuore”. Ma l’Spd apre al negoziato
L’ex cancelliera critica il “muro antincendio” creato per isolare i sovranisti. Ma adesso settori del governo vogliono dialogare. Merz messo all’angolo










