Friedrich Merz si dice “scioccato” dopo la travolgente vittoria di Alternative für Deutschland alle elezioni in Sassonia-Anhalt. Un successo annunciato ma che, messo nero su bianco, sbatte in faccia alla famiglia Cristiano-Democratica la realtà: l’estrema destra è tornata nel Paese e aspira a governare, non solo a livello locale. Nonostante i sondaggi della vigilia fossero infausti, il cancelliere tedesco dichiara che “non ci aspettavamo un risultato del genere ma dobbiamo accettarlo, queste sono le regole della nostra democrazia. Con gli eventi di ieri non è cambiato qualcosa solo in Sassonia-Anhalt, ma in tutta la Germania e questo risultato avrà ripercussioni anche a livello internazionale“. Guardando al suo partito, il capo del governo di Berlino ha poi dovuto ammettere che proprio sotto la sua guida si è concretizzata “la sconfitta elettorale più devastante che la Cdu abbia mai subito da anni, persino da decenni. Ciò avrà ovviamente delle conseguenze, tra due settimane ci saranno altre due elezioni e dovremo nuovamente analizzare i risultati”.
È proprio questo il punto. Il voto in Sassonia-Anhalt non è un caso isolato in un panorama politico ancora legato ai partiti tradizionali come Cdu, Spd, Verdi o anche Linke. Queste elezioni rischiano di rappresentare lo sparo che dà inizio a una corsa del partito neonazista pronto ad allargarsi in tutto l’Est del Paese e non solo, infilandosi nella storica sfida tra Cdu e Spd per il governo federale. “Ho molti pensieri ma non sulle elezioni del 2029 – ha però chiarito il cancelliere rispondendo a una domanda che ipotizzava sue dimissioni – Arrendersi per me non è un’opzione. Dobbiamo migliorare tutti insieme, con dedizione, empatia, ed emozioni”.










