Il giorno dopo il trionfo dell'AfD in Sassonia-Anhalt, Friedrich Merz ha scelto di non minimizzare il segnale che è arrivato dal land orientale della Germania. “Siamo tutti profondamente scioccati”, ha detto il cancelliere parlando in conferenza stampa a Berlino. E ha definito il voto di Magdeburgo la sconfitta più pesante incassata dalla Cdu “negli ultimi anni, o decenni”. Poi ha aggiunto: quando così tanti cittadini scelgono forze che rimettono in discussione le regole democratiche del Paese, non si può andare avanti come se nulla fosse.I numeri, del resto, non lasciano spazio ad altre interpretazioni. L'AfD di Ulrich Siegmund ha preso il 43,8%, più del doppio rispetto al 2021, con affluenza all'80%. La Cdu si è fermata al 17,2%, dimezzando i consensi: peggior risultato nel Land dalla riunificazione, dopo 24 anni di governo regionale cristiano-democratico. L'ultradestra ha vinto 38 collegi uninominali su 41 - ai popolari non ne è rimasto nessuno - e resta a tre seggi dalla maggioranza assoluta nel Landtag.Nel comitato esecutivo federale, secondo la Bild, il tono è stato più crudo. Il Paese ha “una Costituzione forte” e gli strumenti per difendersi da un governo regionale di estrema destra, ha detto Merz, ma il sistema dei partiti “sta subendo uno sconvolgimento”: “Questo scuote il nostro partito nelle fondamenta”. Autocritico, ha riconosciuto che la Cdu non è riuscita a “stabilire un contatto emotivo con la gente”.Sulle dimissioni la risposta è secca: "Arrendersi per me non è un'opzione". Il cancelliere rilancia sull'agenda economica - “Il nostro Paese ha bisogno di riforme sostanziali” – e sull'ancoraggio europeo. Ma il suo candidato uscente, Sven Schulze, ha già capitolato: “Non abbiamo alcun mandato di governo”, ora spetta all’AfD.È qui il nodo. La Brandmauer, il cordone sanitario che finora tiene l'AfD fuori dalle coalizioni, regge - Merz ha escluso intese sia con l'ultradestra sia con la Linke - ma non ha frenato l’ascesa dell’onda nera: nel 2018, candidandosi alla guida della Cdu, prometteva di dimezzare i consensi del partito di Alice Weidel. Che oggi lo liquida come “un peso per la Germania” e chiede elezioni anticipate. Il 20 settembre si vota a Berlino e in Meclemburgo-Pomerania. Due prove diranno se Magdeburgo è un'anomalia dell'Est o l'inizio di altro.