“Per noi calabresi settembre non coincide necessariamente con la fine dell’estate. Soprattutto quando si ha la fortuna di vivere con il mare a due passi. Settembre significa concedersi ancora qualche ora in spiaggia dopo il lavoro o all’uscita da scuola, approfittare dei fine settimana, prolungare le vacanze oppure, semplicemente, regalarsi un ultimo bagno prima dell’autunno. Almeno, questo dovrebbe accadere in una città affacciata sul mare. E invece, nel Golfo di Lamezia, anche quest’anno la realtà raccontata dai cittadini appare molto diversa”. E’ quanto afferma Tiziana De Matteo, segretaria cittadina di Italia del Meridione a Lamezia Terme.
Fotografie e testimonianze
Che aggiunge: “È bastato scorrere i social in questi primi giorni di settembre per imbattersi nuovamente in immagini difficili da ignorare: acqua torbida, chiazze, schiume, una superficie dall’aspetto oleoso e un colore tutt’altro che invitante. A queste fotografie si aggiungono le testimonianze di chi segnala cattivi odori e rinuncia a entrare in acqua. Naturalmente, una fotografia non costituisce un’analisi di laboratorio e il colore verde del mare, da solo, non dimostra necessariamente la presenza di contaminazione fecale o di sostanze pericolose. Ma quando le segnalazioni si ripetono, stagione dopo stagione e lungo diversi tratti della costa, liquidarle come suggestioni o inutili allarmismi non è più una risposta accettabile. Quest’estate avevo deciso di rivolgere direttamente ad Arpacal alcune domande. Lo avevo fatto proprio perché, da una parte, veniva comunicata una situazione rassicurante sulla qualità delle acque di balneazione e, dall’altra, i dati diffusi da Goletta Verde e le condizioni visive e olfattive denunciate dai cittadini restituivano un quadro ben più problematico. Dopo essere stata contattata dalla responsabile della comunicazione, ho inviato domande semplici e precise. Non si trattava di un atto d’accusa, ma di richieste di chiarimento: quali controlli vengono effettuati nel Golfo di Sant’Eufemia? Con quale frequenza? Come si spiegano le ricorrenti alterazioni del colore e dell’aspetto dell’acqua? Esiste un monitoraggio specifico durante e dopo questi fenomeni? Quali verifiche vengono effettuate sugli scarichi e alle foci dei corsi d’acqua? A quelle domande, nel corso dell’intera estate, non è mai arrivata alcuna risposta”.












