L’idea di riportare alla luce il fosso di Corso Garibaldi ha acceso, negli ultimi giorni, attenzione, curiosità ed entusiasmo. La proposta dell’architetto Claudio Pardini Cattani, rilanciata sui social, è riuscita quasi a diventare virale, raccogliendo apprezzamenti da parte di cittadini e ambientalisti. Un’idea affascinante, suggestiva, capace di far immaginare una Lucca diversa, ma che molti considerano anche estremamente costosa e, forse, un sogno difficilmente realizzabile.

Eppure, a Lucca, sognare non è mai stato un esercizio inutile. Siamo un popolo di sognatori da secoli e, soprattutto nelle ultime settimane, sui social hanno iniziato a circolare idee, proposte e suggestioni per immaginare una città più verde, più fresca e soprattutto pronta ad affrontare il clima del futuro. Tanti, anche grazie all’intelligenza artificiale, provano a immaginare come potrebbero cambiare alcuni degli spazi più conosciuti della città: meno asfalto, più ombra, fontane e luoghi dove poter sostare anche durante le giornate più torride.

Immagini che mostrano una Lucca diversa, forse utopica, ma che hanno il merito di alimentare una discussione. Tra queste, ad esempio, c’è l’ex Manifattura Tabacchi completamente ripensata come grande spazio verde e rifugio climatico urbano. E poi Piazza Napoleone, trasformata in una grande piazza ombreggiata, con alberi, fontane e spazi capaci di offrire sollievo durante le giornate più calde. Probabilmente queste idee resteranno soltanto immagini e suggestioni.