"Quel parco giochi non esiste più e l’ombra di quei bellissimi alberi non la riavremo per chissà quanto". Un gruppo di cittadini che vive o passa le estati a Rocca di Roffeno, frazione di Castel d’Aiano, smaltita la delusione iniziale ha deciso di far conoscere la vicenda. La sindaca Rossella Chiari, però, replica serenamente: "Eliminare le situazioni di potenziale pericolo e riqualificare l’area, per questo lo abbiamo fatto. Ma sistemeremo tutto". Il taglio contestato poco prima dell’estate tra lo stupore di residenti e villeggianti: "Trascorro buona parte dell’ estate qui – dice Piero Tarozzi rappresentando il pensiero di diverse famiglie della zona –. Questa frazione disponeva di un parco giochi all’ ombra di 13 pini molto alti e di circa 70 anni. Su iniziativa di alcuni residenti il sindaco ne ha disposto l’abbattimento (foto a destra), con la giustificazione che potevano essere pericolosi. Il risultato è che il parco giochi non esiste più". Il primo cittadino, pur comprendendo la delusione dei cittadini, precisa: "Anzitutto non sono pini ma cedri – spiega Chiari –, e poi non è che siano stati tagliati da un giorno all’altro". Ecco la cronologia della sindaca: "Due anni fa ci sono arrivate diverse segnalazioni di residenti su quegli alberi in quanto potenzialmente pericolosi". Il perché è presto detto: "La piantumazione era stata realizzata in maniera molto ravvicinata, determinando una crescita sbilanciata e un notevole pericolo". Di qui, sentiti gli esperti, la decisione dell’amministrazione: dal dicembre 2024, con ordinanza dirigenziale, area inagibile. Quindi, "considerata la vicinanza a fabbricati, pubbliche vie e impianti sportivi", ecco nel maggio scorso l’abbattimento. Con la promessa, però, di ’rimediare’: "Abbiamo partecipato a un bando con un progetto di riqualificazione dell’area. Ma procederemo alla piantumazione di nuove essenze". E gli alberi tagliati? Di alcuni rimangono pezzi di tronco, destinati alla realizzazione di sculture di wood art.