Architetti che trasformano lo spazio in esperienza olfattiva, designer che costruiscono una fragranza come fosse un oggetto di industrial design, artisti che usano gli odori come materiale narrativo.
Le idee più interessanti nella profumeria contemporanea arrivano sempre più spesso da creativi che non hanno abbracciato il mestiere di «naso».
In altre parole, il profumiere non è più per forza il punto di partenza di una maison de parfum, anche se il suo ruolo resta pur sempre fondamentale.
Si tratta di una delle trasformazioni più interessanti del settore e forse è anche una delle ragioni per cui esso continua a mostrare una vitalità che oggi altre aree creative, moda compresa, sembrano invidiarle.
Pitti fragranze, in scena dall'11 al 13 settembre alla Stazione Leopolda di Firenze, fotografa bene il fenomeno.







