Dalla pura esperienza olfattiva alla cura della persona. È la rivoluzione in atto nella profumeria, dove le case di composizione stanno investendo sulle neuroscienze e l'Ai per sviluppare fragranze che siano associate a benefici emotivi misurabili.

A fare da traino è l'accelerazione della wellness economy, che per il Global wellness institute crescerà del 7,6% annuo al 2029 fino a 10 trilioni di dollari, mentre per McKinsey il confine tra bellezza e benessere è sempre più sfumato, con l'84% degli americani, il 79% degli inglesi e il 94% dei cinesi che considera il wellness una priorità.

Le strategie dei brand testimoniano questo cambio di paradigma.

L'anno scorso Charlotte Tilbury ha lanciato profumi costruiti sull'amplificazione di stati emotivi, mentre marchi come Vyrao ed Edeniste hanno fatto delle functional fragrances, questo il nome «tecnico», un punto di forza.

In parallelo si affermano i primi brand di neurocosmesi, dove skincare e profumo agiscono insieme sulla risposta emotiva del cervello.