La scorsa edizione di Pitti fragranze (courtesy Pitti fragranze)
Un’evoluzione della distribuzione, che vede sempre più strategico il ruolo dei multimarca di abbigliamento e dei concept store, un cambio di passo dei consumatori, con l’ingresso di giovanissimi e la discesa in campo di figure trasversali, come designer e architetti, accanto ai classici nasi. Il mondo della profumeria di ricerca ha attraversato una fase di profonda trasformazione, un cambiamento radicale che Pitti fragranze ha intercettato e assecondato, evolvendo rispetto alla sua formula iniziale, nell’ottica di proporsi come una manifestazione d’avanguardia nel comparto.
«Inizialmente si parlava di profumeria artistica, oggi preferiamo usare il termine profumeria di ricerca», spiega a MFF Antonio Cristaudo, chief sales and development officer di Pitti immagine. «Negli ultimi dieci anni il comparto è stato protagonista di una trasformazione radicale con un’evoluzione importante della distribuzione che ha visto l’ingresso di questa tipologia di prodotto nei department e nei concept store, se non addirittura nei negozi di design. Il grande salto», prosegue Cristaudo, «risale al momento in cui la profumeria di nicchia si è aperta al mercato young. Fino a 10/15 anni fa, il primo acquisto dei giovani legato al mondo del lusso era la sneaker. Oggi sneaker e profumi procedono di pari passo, in quanto rappresentano il primo avvicinamento dei giovanissimi a un certo tipo di spesa. Per noi è stato fondamentale accompagnare il mercato in questa sua trasformazione».







