| 8 Settembre 2026 19:03 |

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(Adnkronos) – Per la Gen Z ‘stare bene’ non significa solo non ammalarsi. Significa dormire meglio, avere più energia, sentirsi lucidi, mangiare in modo più consapevole, prendersi cura della salute mentale, capire a chi affidarsi quando si ha un dubbio e provare a costruire oggi una versione più stabile di sé. È una definizione molto più ampia, quotidiana e personale della salute, che racconta una generazione che non vive il benessere come una moda passeggera, ma come un progetto da costruire nel tempo. È quanto emerge dalla ricerca ‘Gen Z Health & Wellness’, realizzata da Ipsos Doxa per Weber Shandwick Italia (Gruppo Ebano), che ha analizzato il rapporto dei giovani adulti italiani tra i 22 e i 30 anni con salute, benessere, alimentazione, prevenzione e informazione.

Il primo dato è chiaro, riporta una nota: quasi 1 giovane su 2, il 46%, interpreta la salute come una responsabilità verso il futuro o un investimento su se stesso. Non un tema da affrontare solo quando compare un problema, ma una dimensione da allenare, organizzare e proteggere. In questo quadro, il benessere mentale viene prima dell’assenza di malattia. Quando la Gen Z pensa allo star bene, il primo riferimento non è il corpo, ma la mente. Il 26% associa il benessere soprattutto alla salute mentale, mentre il 23% lo collega all’assenza di malattie. È un dato importante perché sposta il baricentro della salute, sottolineano i promotori dell’indagine. Per questa generazione sentirsi bene non coincide solo con parametri clinici, visite o diagnosi. Contano anche energia mentale e concentrazione (16%), energia fisica (16%), alimentazione equilibrata (9%), qualità del sonno (4%), vita sociale (3%) e forma fisica (3%). In altre parole: la salute non è più solo qualcosa da recuperare quando si perde. È qualcosa da costruire prima.