La condizione di benessere nelle sue diverse costituenti e la sostenibilità ambientale guidano sempre più le scelte di consumo e di vita della Gen Z, che privilegia esperienze significative rispetto al mero possesso materiale. Il trend è chiaro e consolidato e trova conferma nel Consumer Lab di Bain & Company, l’approfondimento sulle preferenze di consumo e frutto di un’indagine condotta su oltre 1.500 consumatori italiani, appartenenti a diverse generazioni ma con focus sulla Generazione Z (1996-2015). Per quest’ultima, la volontà di vivere uno stile di vita più sano e attento, di abitare in un mondo più sostenibile e porre l’attenzione sulla propria salute psicofisica, si riflette in modo concreto nelle abitudini alimentari, nelle decisioni di acquisto e nelle scelte quotidiane.
Effetti dell’iperconnessione
Sempre più incollata allo smartphone, la Gen Z fatica a costruire relazioni autentiche e significative, una dinamica che sta contribuendo a ridefinire le aspettative nei confronti del mondo del lavoro, sempre più orientate a purpose e senso di comunità. L’83% dei consumatori appartenenti a questa generazione, dichiara infatti di avere un rapporto poco equilibrato con il proprio telefono, mentre il 20% trascorre oltre otto ore al giorno sui dispositivi digitali. In media, controllano lo smartphone circa 185 volte al giorno, ovvero 12 volte all’ora, segnale di un utilizzo frammentato ma continuo. Come conseguenza, il 66% degli intervistati segnala una carenza di sonno dovuta al suo utilizzo, mentre il 43% accusa persino una ridotta produttività.







