Roma, 8 set. (askanews) – Un nuovo studio, pubblicato su Physical Review Letters e guidato da ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), propone una possibile spiegazione del fotone più energetico mai osservato proveniente da un lampo gamma. Il lavoro suggerisce che, alle energie più estreme, possano emergere effetti riconducibili alla gravità quantistica, offrendo un nuovo modo per mettere alla prova le leggi fondamentali della fisica.
Come ha fatto un fotone a sopravvivere a un viaggio di oltre due miliardi di anni luce quando, secondo la fisica conosciuta, avrebbe dovuto essere assorbito molto prima di raggiungere la Terra? È la domanda da cui parte il nuovo studio firmato da Giorgio Galanti (INAF) e Marco Roncadelli (INFN), pubblicato su Physical Review Letters. La ricerca, si legge in una nota, affronta uno dei più affascinanti enigmi dell’astrofisica contemporanea e propone una possibile spiegazione per il fotone più energetico mai osservato proveniente da un lampo gamma, suggerendo che, in condizioni estreme, lo spazio-tempo possa comportarsi in modo diverso da quanto previsto dalla relatività di Einstein.
Protagonista della vicenda è il lampo gamma più luminoso mai osservato, GRB 221009A, soprannominato dagli astronomi BOAT (Brightest Of All Time, ovvero il più luminoso di sempre). L’esplosione, avvenuta a circa due miliardi di anni luce dalla Terra e osservata il 9 ottobre 2022, ha raggiunto il nostro pianeta sotto forma di un’enorme pioggia di fotoni, le particelle elementari della luce. Tra questi ce n’era uno davvero fuori dall’ordinario. È stato rivelato da Carpet, un rivelatore di raggi cosmici ad altissima energia situato presso l’Osservatorio del Baksan, nel Caucaso russo, e trasportava un’energia di circa 300 teraelettronvolt (TeV), la più alta mai osservata per un fotone proveniente da un lampo gamma. È proprio questa energia record ad aver messo in crisi i modelli attuali. Secondo la fisica conosciuta, infatti, un fotone del genere non avrebbe dovuto riuscire a raggiungere la Terra.









