Gli operai dovranno lavorare più intensamente per supplire ai 1.450 esuberi, ma intanto gli elettrodomestici che vengono tolti alle fabbriche italiane non scompariranno dal mercato: cambierà solo il luogo di produzione. È una delle novità – finora ignota – emerse nella due giorni di incontri tra Electrolux e sindacati, chiusasi venerdì con una sostanziale conferma del piano di tagli. Eppure l’azienda, a quanto apprende Ilfattoquotidiano.it, ha risposto in maniera molto chiara alle domande dei rappresentanti dei lavoratori su lavasciuga e frigoriferi, due linee che si rimpiccioliranno a Porcia e Susegana. Le prime, come già emerso, verranno delocalizzate in Thailandia, a Rayong, e forse non saranno le uniche. Nessuna conferma si era invece avuta fino all’altro giorno sulla destinazione dei frigoriferi di bassa gamma, cancellati dalle mission dell’impianto trevigiano: saranno affidati in conto terzi in Cina, la patria di Midea con cui ha stretto accordi in Nord America, e gli elettrodomestici arriveranno poi in vendita in Italia con il marchio svedese.
I due spostamenti si tradurranno in 448 licenziamenti nelle due fabbriche del Nord Est, fortemente impattate dal piano di 1.450 esuberi totali previsti in Italia. A Porcia, infatti, le lavasciuga verranno letteralmente cancellate per concentrarsi sulle sole lavatrici con l’inserimento di alcune nuove gamme, anche a marchio AEG: i volumi passerebbero dagli attuali 717mila pezzi annui a 610mila e resterebbero al lavoro solo 380 dipendenti rispetto agli attuali 588. A Susegana, invece, si prevede una concentrazione sui frigoriferi ad incasso di gamma alta con 515mila unità a regime, cioè tra un paio di anni quando è prevista l’uscita delle fasce inferiori verso Pechino. Il risultato? Dagli attuali 712 operai addetti alla produzione a tempo indeterminato, si passerebbe a 472 persone: in sostanza ci sarebbero 240 esuberi.








