Non hanno una palestra dove potersi allenare. Durante le pre–qualificazioni per la FIBA Asia Cup 2029 la Turchia gli ha riservato un alloggio. Ma le partite, per ragioni di sicurezza, sono state disputate in Kazakistan. Alcuni di loro non vedono le famiglie da anni a causa del conflitto che ha cambiato gli equilibri in Medio Oriente. Altri hanno perso madri, fratelli e migliori amici durante un bombardamento in un campo profughi. Eppure in poche ore hanno riscritto la storia della pallacanestro. Grazie a una vittoria di 90 (novanta!) punti contro le Maldive, terminata 168-78.
Un risultato così non si era mai visto. “Qualsiasi competizione che coinvolga i simboli nazionali suscita una forte emozione nella popolazione locale. Ogni disciplina sportiva disputata sotto il nome della Palestina riveste un valore identitario importante”. A ilfattoquotidiano.it Gianluca Gallo (30 anni), vice allenatore della nazionale di basket palestinese, ha raccontato difficoltà e obiettivi di un gruppo che vuole ribaltare una quotidianità incerta.
Il vostro risultato contro le Maldive è stato ripreso da tutto il mondo sportivo. Vi sareste mai aspettati un impatto mediatico di questo tipo?
Il record è stato la ciliegina sulla torta: i 168 punti sono una conseguenza del lavoro svolto in queste settimane. Per quanto mi riguarda, però, la vera impresa è stata la prima storica vittoria nella gara precedente contro il Kazakistan. Poi, chiaramente, il successo di 90 punti è una cosa che rimane per sempre.










