Le scritte nere affiorate sui muri della città non sono un semplice sfregio al decoro, ma la spia visibile di una deriva che preoccupa. Quando i simboli dell’odio, dalle svastiche ai richiami espliciti al nazismo, sono comparsi perfino sulla soglia del Cantiere Sociale Versiliese, la misura è diventata colma. E per gli attivisti non si tratta di goliardia, né di un atto di vandalismo da liquidare con una passata di vernice: è il segnale di una marea montante. E di fronte a quella che viene definita "la normalizzazione di discorsi razzisti, sessisti e autoritari e la diffusione di una cultura dell’odio", il consiglio pro-tempore del Cantiere ha deciso di rispondere con due iniziative: una simbolica e immediata, l’altra politica.
Il primo atto si consuma sulla strada, dove quei segni sono comparsi. L’appuntamento è fissato per oggi, alle 18, nel parcheggio del centro commerciale Burlamacca, dietro la Conad. Lì, bombolette alla mano, attivisti e cittadini si ritroveranno per coprire l’odio e riprendersi visivamente lo spazio pubblico. Ma l’intervento sul campo è solo l’anticamera di un confronto più ampio. Il 25 settembre, alle 21, si terrà un’assemblea aperta nei locali del Cantiere rivolta a tutte le anime della sinistra. L’obiettivo è ritrovare un terreno d’azione comune. "Sappiamo – scrive il direttivo del Cantiere – che esistono differenze profonde tra le diverse realtà che possono riconoscersi nell’antifascismo. Non pensiamo che debbano essere cancellate, ma che sia possibile riconoscere il nostro minimo comun detonatore: l’antifascismo".







