Sacchetti dei rifiuti lasciati strada fino a mezzogiorno e con il caldo asfissiante, nei giorni della raccolta porta a porta; cestini dell’immondizia nuovi, installati dal Comune, ma non attrezzati per la raccolta differenziata, così che tutto finisce dentro un unico sacco nero e questo succede anche per l’organizzazione della raccolta in spiaggia, dove nei sacchetti di un unico colore vengono scaricati rifiuti irrecuperabili ma anche plastica e vetro.

Anche in questo, in un generale allentamento dell’attenzione per la differenziazione del rifiuto, e in generale della pulizia della città, sta la spiegazione di risultati per niente soddisfacenti in relazione alle percentuali della raccolta differenziata, dove Civitanova arranca sotto al 70 per cento e non sembra avere la spinta per poter tornare a superare questa soglia, a meno di un colpo di coda nel secondo semestre 2026.

Intanto ammonta a dieci milioni e mezzo di euro il costo che quest’anno i civitanovesi dovranno sostenere per il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, con una bolletta della Tari che pesa sempre di più e che ha subito un aumento del 22 per cento nell’ultimo triennio. Tendenza che per ora non sembra destinata a essere invertita.