Pavia – Prima la profanazione e un furto della pisside e delle ostie consacrate in una cappella del cimitero Maggiore che ha costretto il vescovo Corrado Sanguineti a celebrare una Messa di riparazione. Adesso i predoni di rame in azione. Non c’è pace per il camposanto più grande della città. Come testimonia il video di un visitatore, sono state divelte le grate per rubare i canali di scolo. Diversi i danni provocati in un’intera ala di San Giovannino, il cui ripristino costerà più di quanto i ladri recupereranno vendendo il rame prelevato. Notevole l’indignazione dei visitatori che parlano di un “vero e proprio scempio”.

L’ennesimo episodio sacrilego nel luogo dove riposano i defunti, ha costretto l’Amministrazione a intervenire disponendo la chiusura straordinaria degli ingressi non presidiati dalle telecamere. I tre accessi situati in via Otto Marzo, via Veneroni e via Stafforini da giovedì saranno bloccati, mentre resteranno aperti quattro ingressi. La decisione è stata presa perché sono sempre più numerosi gli atti vandalici e le manomissioni al patrimonio storico, artistico ed architettonico del cimitero monumentale. Assalti che di recente hanno interessato sia parti di fabbricato comunale sia numerosi monumenti privati dei cittadini. L’obiettivo dell’Amministrazione è porre un freno lasciando aperti i soli varchi controllati dalla videosorveglianza mentre Palazzo Mezzabarba – che non vuole commentare – intende implementare le telecamere e posizionare sbarre agli ingressi.