PIOVE DI SACCO (PADOVA) - Furto di rame notturno al cimitero: nella notte tra mercoledì 22 e giovedì 23 aprile, ignoti sono entrati all’interno del cimitero cittadino e hanno letteralmente scoperchiato un’ala del camposanto che ospita numerosi loculi (in foto, senza la copertura, ndr). Ieri mattina il custode, accortosi dell’atto criminoso, ha immediatamente avvisato gli uffici e le autorità comunali.
«Appena abbiamo saputo quanto accaduto, abbiamo provveduto ad informare i carabinieri che hanno fatto scattare immediatamente le indagini», spiega il sindaco Lucia Pizzo. In tutta la zona cimiteriale sono presenti parecchie telecamere e si spera di poter ottenere qualche indizio dal sistema di videosorveglianza, come anche dai dispositivi che effettuano la lettura delle targhe. «Siamo molto dispiaciuti per quello che è accaduto, non è ancora quantificato il danno, che certamente è rilevante», aggiunge la prima cittadina di Piove.
La dinamica è al vaglio degli inquirenti, ma sembra che i malviventi fossero ben organizzati, con camion e un braccio meccanico in grado di sollevare i pannelli di rame che coprivano l’area individuata per l’atto criminoso.
Per il rame si tratta ormai di una vera propria escalation: vengono presi di mira tralicci, edifici abbandonati, ma anche i cimiteri, dove i ladri rubano facilmente i portafiori che trovano sulle tombe del caro estinto, oltre appunto a coperture e grondaie. Il rame va letteralmente a ruba e anche per il valore del mercato viene definito l’oro rosso, in ambito criminale. L’oro rosso, cioè il rame, è dunque un materiale ovviamente pregiato. Ha un'ottima conducibilità termica, migliore rispetto all'acciaio inossidabile. E come conduttore di elettricità è secondo solo all'argento, ma è anche resistente alla corrosione, viene usato in tanti settori, nel mondo dei trasporti, soprattutto ferroviari, ma anche nei campi fotovoltaici ed eolici, costantemente presi di mira dagli specialisti di questi furti seriali. Il più ricercato a livello di qualità e purezza è il rame della Rete ferroviaria italiana (Rfi) che pertanto è anche il più rubato. Sui binari morti, negli scali ferroviari in disuso, ma anche sulle linee dove ogni giorno passano migliaia di treni, merci e passeggeri. È qui che agiscono, di notte - più o meno indisturbati - i ladri di rame, con tronchesi in mano e zainetti in spalla. I danni provocati alle ferrovie italiane da questi furti ammontano all’incirca a tre milioni di euro all’anno per non parlare dei forti disagi provocati ai passeggeri, principalmente ritardi o blocchi sulla linea. Per quanto riguarda la sicurezza fisica di chi prende il treno si può stare tranquilli: non c’è pericolo di incidenti. La sottrazione dei cavi di rame, infatti, fa scattare i meccanismi di sicurezza che interrompono il circuito, bloccando la corrente e quindi la linea, per il tempo necessario alla riparazione dei guasti. La grande richiesta di questo metallo, il suo valore e la scarsità del bene incoraggiano i predatori. Una realtà monitorata dalle forze dell’ordine che predispongono apposite giornate per i controlli di prevenzione contro i furti. La causa è dovuta all’esaurimento del rame nelle miniere dell'Europa dell'Est. Le aziende di energia alternativa cercano di prevenire i furti con servizi di vigilanza, così come pure lungo le linee ferroviarie. La quotazione del rame in questi mesi ha superato ripetutamente i 10.000 dollari a tonnellata, secondo i dati di Borsa Italiana e Mercati Internazionali.






