Il Pnrr concede diciotto mesi in più a una parte consistente dei cantieri di rigenerazione urbana, e il provvedimento riguarda soprattutto il Mezzogiorno. Il nuovo termine per il completamento dei Piani Urbani Integrati è il 31 dicembre 2027 e, fra le 14 Città metropolitane interessate, Napoli è quella con il maggior numero di interventi che beneficiano dell’allungamento dei tempi: 48, davanti a Palermo con 33, Bari con 28, Catania e Reggio Calabria con 23 ciascuna. Un margine aggiuntivo che interessa anche due delle operazioni più significative avviate nel capoluogo campano, il nuovo ecoquartiere di Scampia nell’area dell’ex Lotto M e la riqualificazione di Taverna del Ferro a San Giovanni a Teduccio. Entrambi i progetti, affidati al Comune di Napoli, hanno adesso come termine massimo il 31 dicembre 2027. La proroga è contenuta nel decreto del ministero dell’Interno che individua 251 interventi dei Piani urbani integrati, finanziati dalla Missione 5 del Pnrr, per un importo complessivo di circa 900 milioni, che non concorreranno al raggiungimento del target europeo fissato al 30 giugno scorso e che potranno quindi essere completati entro la fine del prossimo anno.

Svolta sull’energia green, sette mega impianti al Sud per sostenere l’industriaNon si tratta, dunque, di opere che escono dal Piano. I finanziamenti restano nel perimetro del Pnrr, così come rimangono gli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e rispetto delle altre condizioni previste dal programma. A cambiare è il cronoprogramma. Il ministero ha infatti verificato attraverso ReGiS e il confronto con le Città metropolitane che il numero di progetti destinati a essere completati entro giugno è comunque sufficiente a centrare il target europeo di almeno 300 interventi e tre milioni di metri quadrati interessati. È stato così possibile separare dal target 251 opere più indietro, concedendo loro un orizzonte temporale più lungo. Sommando i piani di Napoli, Palermo, Bari, Catania, Reggio Calabria, Messina e Cagliari si arriva a 173 interventi, quasi sette su dieci dei 251 complessivi. La sola area metropolitana napoletana ne concentra 48, poco meno di un quinto del totale nazionale. Seguono le grandi aree urbane siciliane, pugliesi e calabresi, mentre al Centro-Nord le consistenze maggiori si registrano a Milano, con 19 interventi, e Torino, con 18. LA MAPPA DEI PROGETTI Per Napoli il decreto mette al riparo innanzitutto due tasselli centrali della strategia di trasformazione delle periferie. “Restart Scampia”, investimento previsto 70 milioni, punta alla realizzazione di un nuovo ecoquartiere nell’area dell’ex Lotto M; l’altro grande intervento riguarda Taverna del Ferro, nell’area orientale della città, che prevede una spesa di 52 milioni. Ma la partita napoletana va molto oltre i confini del capoluogo. Una quota consistente dei 48 interventi ricade infatti nei diversi Pui costruiti su scala metropolitana. Uno dei capitoli più delicati riguarda i Campi Flegrei e l’area giuglianese, con il piano dedicato a “una rinnovata idea di abitare resiliente” e alla rigenerazione diffusa. Nella lista figurano interventi a Pozzuoli, Bacoli, Giugliano, Quarto, Procida, Villaricca e, in una parte successiva dell’allegato, anche a Monte di Procida. Tutti avranno come nuova scadenza il 31 dicembre 2027. Un programma che assume un peso ancora maggiore alla luce della necessità di rendere più resilienti e riqualificare territori particolarmente fragili e interessati al fenomeno del bradisismo.Un secondo asse è quello di Napoli Nord, dove il progetto “Smart City Napoli Nord” punta sulla nuova mobilità sostenibile e comprende, fra gli interventi rinviati, più opere nel Comune di Cardito. C’è poi il piano per lo sport e l’inclusione sociale nell’area interna Vesuvio-Nolana, che coinvolge, fra gli altri, Cimitile, San Paolo Belsito, Brusciano, Liveri, Palma Campania, Pollena Trocchia, Pomigliano d’Arco e Scisciano. Anche qui il nuovo termine offre più tempo per completare una rete di interventi diffusi sul territorio metropolitano. Rilevante, infine, il Piano Urbano dedicato al rapporto con il mare, che tiene insieme aree interne e comuni costieri e coinvolge una fascia molto ampia: da Castellammare di Stabia a Ercolano, Pompei, Portici, Torre del Greco, Trecase, Sorrento, Vico Equense e Massa Lubrense, fino a Torre Annunziata, Boscotrecase e Piano di Sorrento. L’allegato fissa per queste opere la medesima scadenza del dicembre 2027.