Migliaia di persone alla chiesa di San Luca fra maxischermi e dirette televisive. Presenti vari ministri dell'esecutivo Vucic. Il figlio: "Hanno inventato i tribunali per condannare i nostri eroi"Migliaia di persone alla chiesa di San Luca fra maxischermi e dirette televisive. Presenti vari ministri dell'esecutivo Vucic. Il figlio: "Hanno inventato i tribunali per condannare i nostri eroi"Davanti alla bara c'è una sua fotografia dei tempi della guerra in Bosnia con accanto le undici medaglie militari disposte simmetricamente su un cuscino di velluto rosso. Sul coperchio il berretto e la sciabola da ufficiale dell'esercito serbo. Durante il funerale di Ratko Mladic, il "boia di Srebrenica", i simboli sono ovunque. Fra le persone radunate dalla mattina fuori dalla piccola chiesa ortodossa di San Luca Apostolo, molti indossano magliette con il suo viso – lo stesso della foto davanti alla bara – o sono avvolti in una bandiera serba con scritte come "Grazie, generale" e "Bentornato a casa, generale". Durante la funzione, le mimetiche e gli elmetti dei militari sull'attenti ai lati del feretro spiccano fra i paramenti di seta viola dei religiosi.Mentre il patriarca della Chiesa ortodossa serba Porfirije (nome monastico di Prvoslav Peric) dà inizio alla funzione funebre, secondo la polizia sul sagrato ci sono ameno 8 mila persone, arrivate da tutto il Paese per seguire la messa dai maxischermi montati all'esterno. Nella folla si riconoscono le uniformi di molti militari ed ex combattenti. Il nazionalismo serbo mostra i muscoli e non rinuncia a glorificare quello che in patria viene spesso descritto come un "eroe" e che, per la comunità internazionale, è uno dei criminali di guerra più crudeli della seconda metà del Novecento. Nonostante i 30mila civili bosgnacchi uccisi durante la guerra in Bosnia - i bosniaci di fede musulmana -, oggi in Serbia gli vengono tributati gli onori militari, con un cordoglio ufficiale che va anche al di là degli appelli dell'Unione europea.Dopo la morte di Mladic, Bruxelles aveva ammonito Belgrado ricordando come "qualsiasi glorificazione dei criminali di guerra sia in contrasto con i valori europei più fondamentali e non abbia posto né nell'Unione europea né nei Paesi candidati". E aveva sottolineato come l'ex generale stesse scontando "una condanna all'ergastolo per crimini contro l'umanità e per il genocidio di Srebrenica". La scorsa settimana Marta Kos, il commissario europeo per l'Allargamento e la politica europea di vicinato, ha annullato la sua visita in Serbia proprio per gli onori tributati a Mladic in patria che ha definito "la glorificazione" di un criminale di guerra. La Serbia dal 2012 è Paese candidato ad entrare nell'Unione e lo scontro su Mladic potrebbe rallentare ulteriormente il suo processo di integrazione nella comunità europea.Nonostante le minacce più o meno esplicite di Bruxelles, a rendere omaggio al feretro ci sono comunque vari esponenti di governo. Mentre il premier Aleksandar Vucic è assente, ufficialmente perché impegnato in un vertice con il presidente dell'Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev, alla chiesa di San Luca arriva il figlio Danilo con vari ministri. Fra il bianco, rosso e blu delle bandiere serbe spiccano, fra gli altri, i gessati scuri di Darko Glisic, ministro per i Pubblici investimenti, Nikola Selakovic, ministro della Cultura, e del ministro della Giustizia Nenad Vucic, che aveva personalmente accompagnato il feretro di Mladic sul volo di Stato organizzato per riportare la salma in Serbia dall'Aia. Alle esequie sono presenti anche Aleksandar Vulin, ex vice primo ministro di Vucic, Danica Grujicic, ministra della Salute dal 2022 al 2024, e Drasko Stanivukovic, sindaco di etnia serba di Banja Luka - la seconda città della Bosnia - che in passato ha più volte sostenuto che quello di Srebrenica non fosse genocidio, dichiarando di non riconoscere l'autorità del tribunale penale internazionale.Al cimitero di Topcider, dove Mladic viene sepolto accanto alla figlia Ana, il saluto collettivo fa da accompagnamento al discorso del primogenito Darko, trasmesso in diretta da varie televisioni filo-governative: "I nemici hanno cercato di ucciderti più di una volta, fallendo. Hanno cercato di comprarti, fallendo. Hanno cercato di spaventarti, non ci sono riusciti. Hanno ucciso tua figlia (Ana, morta suicida nel 1994, ndr)-, non ci sono riusciti". "Hanno creato tribunali artificiali per i nostri eroi, per trasformare i difensori in criminali e i criminali in eroi - continua -. I nemici ti hanno ucciso all'Aia, non so se riusciremo a dimostrarlo al mondo intero, ma dio vede e dio sa".Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
In Serbia l'ultimo saluto (da eroe) al "boia di Srebrenica": i funerali-evento di Ratko Mladic
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