Migliaia di persone - secondo la polizia citata dai media filo-governativi, almeno 8mila - si sono riunite a Belgrado per i funerali di Ratko Mladic, il generale serbo condannato per aver orchestrato il peggior massacro in Europa dai tempi della seconda guerra mondiale, il cui ritorno in patria, dove un tempo era considerato un eroe, ha suscitato allarme internazionale. La cerimonia funebre è stata presieduta dal capo della chiesa ortodossa serba, il patriarca Porfirije, ma è stata disertata dalle principali autorità politiche del Paese. Il presidente serbo Aleksandar Vucic si è detto impegnato in un incontro improrogabile con il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev che si trova in visita a Belgrado.Domande di approfondimento generate da 24Ore AILa salma di Mladic, il comandante serbo-bosniaco condannato per crimini di guerra e passato alla storia come «boia di Srebrenica», morto mentre scontava una condanna all’ergastolo all’Aja, è stata prima esposta nella camera ardente, mentre la Serbia sfidava gli avvertimenti dell’Unione europea contro celebrazioni pubbliche in onore dell’uomo riconosciuto colpevole del primo genocidio avvenuto in Europa dalla Seconda guerra mondiale.Migliaia di persone sono arrivate di prima mattina nella piccola chiesa ortodossa serba di San Luca, a Belgrado, per rendere omaggio a Mladic, ancora considerato un eroe da molti serbi. Il suo berretto da ufficiale e la sciabola erano appoggiati sulla bara, affiancata da uomini in uniforme militare. Davanti, una serie di medaglie. Fuori dalla chiesa, bandiere serbe sono state appese nelle vicinanze, mentre su un enorme striscione srotolato attraverso la strada si leggeva “Benvenuto, Generale, grazie a tua madre per aver dato alla luce un eroe”. Mladic, “cristiano ortodosso e soldato serbo”, “rimarrà profondamente impresso nella memoria della maggior parte del popolo serbo”, ha detto Porfirije durante la sua orazione funebre. “Al di là delle sentenze dei tribunali umani, il verdetto definitivo sulla figura e sulle sue azioni spetta al tempo, alla memoria storica e, soprattutto, al giudizio divino”.In Bosnia-Erzegovina, dove l’apologia di criminali di guerra è un reato penale, in soli sette giorni sono state presentate ben 76mila denunce, sulla base delle quali sono stati avviati oltre 930 procedimenti penali, contro persone che pubblicamente esaltavano il generale.Mladic è morto a 84 anni il 27 agosto all’Aia, nei Paesi Bassi, mentre scontava una condanna all’ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi dalle sue truppe durante la guerra in Bosnia del 1992-95. Sebbene i preparativi per il funerale siano stati formalmente curati dalla famiglia di Mladic, il governo serbo ha inviato la scorsa settimana un aereo per riportare la salma a Belgrado e i soldati hanno trasportato la bara avvolta nella bandiera nazionale.
Funerali di Mladic, 8mila persone omaggiano il «boia di Srebrenica»
Nella chiesa di San Luca a Belgrado onori di stato e militari per il generale. In Bosnia 76mila denunce per apologia di criminale di guerra










