Migliaia di persone si sono radunate nella chiesa di San Luca della capitale serba per l'ultimo saluto al «macellaio dei Balcani». Assente il presidente Aleksandar Vučić

È il giorno dei funerali di Ratko Mladić, il fu «macellaio dei Balcani», morto all’Aja alla fine di agosto, a 84 anni. Fin dalle prime ore del mattino, migliaia di persone si sono messe in fila davanti alla chiesa di San Luca, a Belgrado, per rendergli omaggio. Alle 12 ha preso il via l’«opelo», la cerimonia religiosa funebre celebrata dal patriarca serbo Porfirije. Al termine, il corteo si dirigerà verso il vicino cimitero di Topčider, dove Mladić sarà sepolto accanto alla figlia Ana, morta suicida nel 1994, a soli 23 anni, dopo aver appreso delle operazioni di pulizia etnica condotte dal padre.

ANSA/ANDREJ CUKIC | I funerali a Belgrado di Ratko Mladic, 7 settembre 2026

La Serbia prepara funerali «con tutti gli onori» per Ratko Mladic. La rabbia di Belgrado sull’Aja: «Doveva morire qui»

Fuori dalla chiesa sono comparse bandiere serbe, mentre un grande striscione lungo la strada recita: «Benvenuto, Generale. Grazie a tua madre per aver dato alla luce un eroe, affinché la gloria della Serbia possa tornare». «Sono qui per dare l’ultimo saluto al generale, un eroe nazionale», ha detto all’Afp la pensionata Radojka Visic, arrivata dalla Republika Srpska, l’entità serba della Bosnia. «Non sono riusciti a sconfiggerci sul campo di battaglia, quindi lo hanno mandato in prigione e lo hanno torturato lì», ha detto Visic, riferendosi alla «comunità internazionale». Nonostante il ministro della Giustizia serbo Nenad Vujic abbia autorizzato i funerali di Stato con tutti gli «onori», il presidente Aleksandar Vučić – conscio anche degli ammonimenti dell’Unione europea – non parteciperà alla cerimonia, mentre è presente il figlio, Danilo Vučić.