La vittoria di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt non è una scossa solo per i partiti tradizionali europei, ma anche anche per l’azienda simbolo della potenza industriale tedesca: la Volkswagen.
La casa automobilistica di Wolfsburg ha approvato la scorsa settimana uno storico piano di ristrutturazione aziendale volto ad abbattere i costi e rendersi più competitiva di fronte a un panorama automotive sempre più permeato dalla concorrenza di modelli cinesi a basso costo e da incertezze legate al ritmo di transizione all'elettrico.
Il piano, a lungo osteggiato dalle parti sociali con scioperi e mobilitazioni in tutta la Germania, potrebbe portare il numero di tagli al personale globale di Volkswagen Group dai 50 mila già avviati a 100 mila potenziali.
Inoltre, per gli stabilimenti di Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm, tutti in Germania, il management non garantisce una futura assegnazione produttiva.
Il progetto è diventato un enorme catalizzatore per l'ultradestra.










