Le elezioni regionali nel land potrebbero aprire a scenari mai visti, come il primo governo monocolore di AfD e una ulteriore pressione sul governo Merz, già alle prese con la crisi industriale, il regresso del rating, il costo della vita
Se AfD dovesse vincere l’elezione statale di domenica potrebbe segnare una pericolosa primizia, ovvero sarebbe la prima amministrazione regionale di estrema destra del Paese dalla Seconda Guerra Mondiale. Inoltre avrebbe l’effetto di determinare una seria pressione sul governo del cancelliere Friedrich Merz. Tutti elementi che si fondono con due “quadri” niente affatto disconnessi: le influenze esterne sui processi elettorali europei e la crisi industriale che attanaglia la Germania.
Qui land
In Sassonia-Anhalt il principale candidato dell’AfD, il 35enne Ulrich Siegmund, ha buonissime probabilità di diventare il primo ministro-presidente, ma solo se il suo partito otterrà la maggioranza assoluta, così come tutti i sondaggi prevedono, dando AfD al 40%. Per questa ragione Siegmund ha pubblicamente posto una condizione: guiderà il governo solo se il suo partito otterrà la maggioranza assoluta e potrà governare da solo. “Attualmente ci troviamo in una situazione in cui, ogni volta, partiti e governi fanno esattamente l’opposto di ciò che avevano promesso prima e dopo le elezioni”, ha dichiarato. Il suo riferimento è all’immigrazione, alla crisi dell’automotive, ai servizi sociali. Parole che hanno fatto breccia nella candidata di punta della BSW, Claudia Wittig, che ha dato la sua disponibilità a collaborare con l’AfD nel caso in cui non fosse autosufficiente, mentre tutti gli altri partiti hanno chiuso. Dunque lo sconvolgimento nel sistema politico tedesco e dietro l’angolo, per una serie di ragioni oggettive.












